Le cose che nessun venditore di software ti dira mai
Ogni anno, migliaia di PMI italiane investono in un nuovo gestionale. Molte lo fanno con le migliori intenzioni: vogliono digitalizzarsi, ottimizzare i processi, smettere di perdere tempo con Excel e fogli volanti. Ma quasi la meta di questi progetti fallisce. Non per colpa della tecnologia, ma per errori commessi prima ancora di installare il software.
Lo so perche li vedo ogni settimana. Imprenditori che mi contattano dopo aver sbagliato la scelta del gestionale. Alcuni hanno buttato 5.000 euro in un software che nessuno usa. Altri hanno perso mesi di dati in una migrazione fatta male. Altri ancora sono intrappolati in un sistema che non fa quello che serve, ma cambiarlo costerebbe piu che tenerlo.
Il problema e che questi errori sono prevedibili. Sono sempre gli stessi, ripetuti da aziende diverse in settori diversi. Eppure nessuno te li racconta prima, perche chi ti vende il software ha tutto l'interesse a minimizzarli. Io no. Il mio lavoro e aiutare le PMI a scegliere e implementare il gestionale giusto, e la prima cosa che faccio e sempre la stessa: evitare che commettano questi 7 errori.
In questo articolo ti racconto ognuno di questi errori nella scelta del gestionale come l'ho visto accadere nella realta: con nomi (cambiati), numeri veri e conseguenze concrete. Per ognuno, ti spiego come evitarlo. Considera questo articolo come il consiglio che avresti voluto ricevere prima di firmare quel contratto.
Se stai gia sospettando che il tuo gestionale attuale sia un problema, potresti voler leggere prima i 5 segnali che il tuo gestionale sta frenando la crescita. Se invece sei nella fase di valutazione e vuoi un metodo strutturato, la checklist completa per scegliere il CRM giusto e il complemento perfetto a questo articolo.
Errore 1: Scegliere il gestionale piu economico (e poi pagare il doppio per cambiarlo)
La scena e sempre la stessa. Il titolare confronta tre preventivi, guarda il prezzo in basso a destra e sceglie quello piu basso. Logico, no? No.
Alessio gestisce un'impresa edile con 18 dipendenti. Aveva bisogno di un gestionale per tracciare cantieri, materiali, fornitori e fatturazione. Due software house gli avevano proposto soluzioni tra i 6.000 e i 9.000 euro. Poi ne trova uno online a 29 euro al mese per utente. "Perfetto", pensa, "risparmio un sacco."
Dopo tre mesi, scopre che il modulo per la gestione cantieri non gestisce le varianti in corso d'opera. Dopo sei mesi, capisce che l'integrazione con il suo software di fatturazione elettronica e a pagamento extra (1.200 euro). Dopo un anno, il team ha smesso di usarlo perche troppo macchinoso, e tutto e tornato su Excel e WhatsApp. Costo totale dell'esperienza: il canone annuale (circa 3.500 euro tra licenze e add-on), piu il costo di un anno di inefficienza, piu il costo di ricominciare da zero con un altro sistema.
Il conto finale? Oltre 12.000 euro. Il triplo del preventivo che aveva scartato perche "troppo caro".
La lezione: lo switching cost medio di un gestionale e 3-5 volte il costo dell'investimento originale. Cambiare software non significa solo pagare il nuovo: significa migrare i dati, riformare il team, ricostruire i flussi, perdere settimane di produttivita. Il gestionale piu economico all'acquisto e quasi sempre il piu costoso nel tempo.
Come evitarlo
Non confrontare i prezzi: confronta il TCO (Total Cost of Ownership) su 3 anni. Includi nel calcolo: licenze, setup, migrazione dati, formazione, personalizzazioni, integrazioni, supporto. Un gestionale da 9.000 euro che funziona dal primo giorno costa meno di uno da 2.000 euro che ti obbliga a cambiare dopo un anno. Sempre.
Errore 2: Scegliere il gestionale piu famoso (non il piu adatto)
"Prendiamo SAP, lo usano tutti." "Prendiamo Salesforce, e il numero uno." "Prendiamo TeamSystem, ce l'ha il commercialista."
Francesca ha uno studio di architettura con 7 collaboratori. Ha scelto un CRM internazionale molto noto — quello che tutti i blog consigliano come "il migliore per le PMI". Il problema e che quel CRM e stato progettato per team commerciali con pipeline di vendita classiche: lead, trattativa, chiusura. Lo studio di Francesca non vende cosi. Ha commesse a lungo termine, fasi progettuali, varianti, SAL, e un rapporto con il cliente che dura anni, non settimane.
Risultato: dopo due mesi di personalizzazioni forzate (altri 3.000 euro spesi con un consulente esterno), il CRM somigliava vagamente a quello che serviva, ma era pieno di campi inutili, automazioni che non scattavano e workaround che nessuno ricordava. Francesca ha passato piu tempo a gestire il software che a progettare edifici.
La lezione: il gestionale migliore in assoluto non esiste. Esiste il gestionale migliore per la tua azienda, i tuoi processi, il tuo settore. Un software perfetto per un'azienda commerciale puo essere un disastro per uno studio tecnico, un laboratorio artigianale o un'impresa di servizi.
Come evitarlo
Parti sempre dai tuoi processi, mai dal software. Scrivi nero su bianco come lavori oggi, quali sono i passaggi critici, cosa ti serve davvero. Poi cerca il software che si adatta a quei processi — non il contrario. E diffida di chi ti dice "il nostro software va bene per tutti". Non e vero. Non lo e mai stato.
Errore 3: Non coinvolgere chi lo usera davvero
Questo e l'errore che fa piu danni in silenzio. Il titolare sceglie il gestionale. Lo presenta al team il lunedi mattina. Il team annuisce, prova a usarlo per una settimana, e poi torna silenziosamente ai vecchi metodi. Tre mesi dopo, il gestionale e un deserto digitale: dati incompleti, profili mai aggiornati, funzionalita mai esplorate.
Giuseppe ha un'azienda di distribuzione alimentare con 22 dipendenti. Ha scelto un gestionale completo e ben fatto, investendo quasi 8.000 euro. Ma l'ha scelto da solo, guardando demo e leggendo recensioni. Non ha mai chiesto ai suoi 4 commerciali cosa servisse loro. Non ha mai consultato il magazziniere. Non ha mai parlato con l'amministrazione.
Risultato? I commerciali avevano bisogno di accesso mobile veloce — il gestionale aveva un'app, ma lenta e limitata. Il magazziniere aveva bisogno di un sistema per le bolle di consegna — il gestionale le gestiva, ma con una procedura di 12 click che lui non avrebbe mai fatto. L'amministrazione aveva bisogno di export verso il loro specifico software contabile — non disponibile.
Adozione dopo 6 mesi: 15%. Il gestionale da 8.000 euro e diventato il software che usa solo Giuseppe per guardare i report che nessun altro alimenta.
La lezione: un gestionale che non viene usato e un gestionale inutile, indipendentemente da quanto costa o da quanto e tecnicamente valido. Le persone che lavorano col software ogni giorno sono le uniche che sanno cosa serve davvero. Escluderle dalla scelta e il modo piu sicuro per garantire il fallimento del progetto.
Come evitarlo
Coinvolgi almeno un rappresentante per ogni reparto che usera il gestionale: commerciale, amministrazione, magazzino, produzione. Fai compilare a ciascuno una lista di 5 operazioni quotidiane che il software deve supportare. Fai testare le demo insieme a loro. Se il commerciale dice "con questo ci metto il doppio del tempo", ascoltalo. Ha ragione lui.
Errore 4: Ignorare le integrazioni con i sistemi esistenti
Nella foga di "cambiare tutto", ci si dimentica che il gestionale non vivra da solo. Dovra parlare con il software di fatturazione elettronica. Con la posta elettronica. Con il sito web. Con il gestionale di magazzino. Con il calendario. Con il POS, se hai un negozio. Con il sistema di prenotazioni, se sei un professionista.
Marta gestisce una catena di 3 centri estetici. Ha scelto un gestionale settoriale che faceva tutto: appuntamenti, schede clienti, magazzino prodotti, marketing. Bellissimo sulla carta. Ma non si integrava con il sistema di cassa che usava gia nei tre centri. Non si collegava al suo sito web per le prenotazioni online. E non esportava i dati nel formato richiesto dal suo commercialista.
Per mesi, Marta e le sue collaboratrici hanno dovuto inserire gli stessi dati in due sistemi diversi. Ogni appuntamento registrato nel gestionale andava ricopiato nel sistema di cassa. Ogni vendita di prodotto andava inserita manualmente. Un lavoro doppio, ogni giorno, in tutti e tre i centri.
Costo stimato dell'inefficienza: circa 45 minuti al giorno per centro, che moltiplicati per 3 centri e 250 giorni lavorativi fa oltre 560 ore all'anno. A un costo medio di 20 euro/ora, parliamo di oltre 11.000 euro all'anno di lavoro buttato in copia-incolla tra sistemi che non comunicano.
La lezione: un gestionale scollegato dai tuoi sistemi esistenti non semplifica il lavoro — lo raddoppia. Le integrazioni non sono un "nice-to-have": sono il motivo per cui stai comprando un gestionale. Se il nuovo software non parla con quello che usi gia, non stai risolvendo un problema. Ne stai creando uno nuovo.
Come evitarlo
Prima di valutare qualsiasi gestionale, fai una mappa completa dei software che usi: fatturazione, email, calendario, e-commerce, cassa, contabilita, marketing. Per ciascuno, verifica se il gestionale candidato offre un'integrazione nativa, un'integrazione tramite API, o nessuna integrazione. Se le integrazioni critiche mancano, quel gestionale non fa per te — a prescindere da quanto sia bello il resto.
Errore 5: Sottovalutare la formazione del team
"Il software e intuitivo, basta guardare un tutorial su YouTube." Quante volte l'ho sentito dire. E quante volte ho visto il risultato: un team che usa il 10% delle funzionalita, che ha sviluppato workaround assurdi, e che odia il gestionale perche "non funziona" — quando in realta non sa usarlo.
Davide ha un'officina meccanica con 10 dipendenti. Ha investito 5.500 euro in un ottimo gestionale per la gestione delle commesse, dei preventivi e del magazzino ricambi. Il fornitore ha fatto un'ora di formazione via Zoom al titolare, mandato un PDF di 40 pagine e detto "per qualsiasi dubbio c'e il supporto".
Davide ha provato a spiegare il software ai suoi collaboratori tra un cliente e l'altro, nei ritagli di tempo. Ha stampato il PDF e l'ha lasciato in officina. Nessuno l'ha mai letto. Dopo due settimane, il meccanico piu esperto ha detto: "Io continuo col quaderno, va piu veloce." E tutti gli altri lo hanno seguito.
Sei mesi dopo, il gestionale lo usa solo Davide. E nemmeno lui lo usa per tutto: solo per i preventivi, perche le altre funzionalita "non ha mai avuto tempo di capirle bene". Il 75% del software che ha pagato e inutilizzato.
La lezione: la formazione non e un accessorio. E il fattore che determina se il gestionale viene adottato o abbandonato. Secondo i dati di settore, le aziende che investono in formazione strutturata hanno un tasso di adozione dell'85%. Quelle che non lo fanno? Sotto il 30%. Puoi avere il miglior software del mondo, ma se nessuno sa usarlo, hai buttato i soldi.
Come evitarlo
Prevedi un budget specifico per la formazione, pari almeno al 15-20% dell'investimento totale nel gestionale. Non un'ora di Zoom, ma un percorso: una sessione iniziale pratica con dati reali, un follow-up dopo 2 settimane per risolvere i primi dubbi, e un check dopo 2 mesi per consolidare. Nomina un "referente interno" — la persona piu motivata del team — che diventi il punto di riferimento per i colleghi. E soprattutto: forma tutti quelli che useranno il software, non solo il titolare.
Errore 6: Non pianificare la migrazione dei dati
Questo e l'errore che fa piangere. Letteralmente. Perche quando perdi 5 anni di anagrafiche clienti, storico ordini e documenti in una migrazione fatta male, non c'e software al mondo che possa rimediare.
Simone gestisce un'agenzia immobiliare con 6 agenti. Aveva un vecchio gestionale DOS-based (si, nel 2025) con 12 anni di dati: migliaia di contatti, centinaia di immobili, tutto lo storico delle trattative. Ha deciso di passare a un gestionale moderno — scelta giusta. Ma la migrazione e stata gestita cosi: "Esportiamo tutto in CSV e poi importiamo."
Suona semplice. Non lo e mai. I campi del vecchio sistema non corrispondevano a quelli del nuovo. I numeri di telefono avevano formati diversi. Molti record avevano dati mancanti o duplicati. Le note dei clienti — quelle che gli agenti avevano scritto in 12 anni — erano in un formato proprietario non esportabile.
Risultato della migrazione "veloce": il 40% dei contatti aveva dati incompleti o corrotti. Centinaia di duplicati. Le note storiche — perse per sempre. Un agente senior, quello con la memoria storica dell'agenzia, ha passato 3 settimane a ricostruire manualmente i dati dei clienti piu importanti. Tre settimane in cui non ha venduto nulla.
Costo della "migrazione risparmiata": almeno 8.000-10.000 euro tra ore di lavoro perso, mancate vendite e consulenza di emergenza per recuperare il recuperabile.
La lezione: i dati sono il bene piu prezioso della tua azienda. Piu prezioso del software stesso. Una migrazione non pianificata e come un trasloco fatto di fretta: arrivi nella casa nuova e scopri che meta delle scatole si e persa per strada. Pianifica la migrazione con la stessa attenzione con cui pianificheresti un trasloco di laboratorio — perche e esattamente questo che stai facendo.
Come evitarlo
La migrazione dati non e un passaggio tecnico secondario: e un progetto nel progetto. Ecco i passaggi minimi:
- Audit dei dati attuali: cosa hai, dove sta, in che formato e, quanto e pulito?
- Pulizia preventiva: elimina duplicati, completa i record incompleti, standardizza i formati PRIMA di migrare
- Mappatura dei campi: quale campo del vecchio sistema corrisponde a quale campo del nuovo? Ci sono dati che non hanno una destinazione?
- Test su un campione: migra il 10% dei dati e verifica che tutto sia corretto prima di procedere con il resto
- Backup completo: prima di qualsiasi operazione, fai un backup integrale del vecchio sistema. Non si tocca nulla senza rete di sicurezza
- Periodo di overlap: tieni entrambi i sistemi attivi per almeno 2-4 settimane dopo la migrazione
Errore 7: Non considerare il supporto post-vendita
La luna di miele finisce sempre. Il commerciale che ti ha venduto il gestionale era disponibilissimo, rispondeva in 5 minuti, ti chiamava per sapere come andava. Poi hai firmato il contratto. E adesso? Adesso c'e un numero verde con 20 minuti di attesa, un sistema di ticket che risponde in 72 ore, e la sensazione di essere stato abbandonato con un software che non capisci del tutto.
Teresa ha uno studio di consulenza del lavoro con 4 collaboratrici. Ha scelto un gestionale specifico per il suo settore, venduto da una software house del nord Italia. Durante la fase di acquisto, tutto perfetto: demo personalizzata, risposte rapide, grande disponibilita. Poi, la realta post-vendita.
Il primo problema serio arriva dopo 3 mesi: un aggiornamento del software ha cambiato la logica di calcolo delle buste paga. Teresa apre un ticket. Risposta dopo 4 giorni lavorativi: "E un comportamento previsto, si adatti al nuovo flusso." Ma il nuovo flusso non e compatibile con le procedure del suo studio. Chiede un intervento. Le dicono che la personalizzazione costa 1.800 euro. Nel frattempo, le buste paga devono uscire. Per due settimane, Teresa e le sue collaboratrici le calcolano a mano.
A fine anno, Teresa ha speso piu in interventi di supporto (4.200 euro) che nel software stesso (3.600 euro). E il livello di frustrazione e tale che sta gia cercando un'alternativa. Un altro switching cost in arrivo.
La lezione: il supporto post-vendita non e un dettaglio contrattuale. E il servizio che ti salvera quando (non "se") qualcosa andra storto. Un gestionale senza supporto adeguato e come un'auto senza assicurazione: finche va tutto bene non ci pensi, ma al primo problema sei nei guai. E i problemi, con il software, arrivano sempre.
Come evitarlo
Prima di firmare, chiedi e metti per iscritto:
- Tempi di risposta garantiti (SLA): quanto tempo passa tra l'apertura del ticket e la prima risposta? E tra la risposta e la risoluzione effettiva?
- Canali di supporto: solo ticket via email? Anche telefono? Chat? C'e un referente dedicato che conosce la tua realta?
- Costi extra: il supporto base cosa copre? Cosa e considerato "personalizzazione" (e quindi a pagamento)?
- Aggiornamenti: sono inclusi? Con quale frequenza? Vengono testati prima del rilascio o sei tu la cavia?
- Referenze: chiedi a 2-3 clienti esistenti come si trovano con il supporto. Non quelli che il fornitore ti suggerisce: trovane di tuoi, sulle recensioni online o nei forum di settore
La tabella che avresti voluto vedere prima
Ecco un riepilogo dei 7 errori con il costo stimato e la soluzione sintetica per ciascuno. Tienila come riferimento quando sarai nella fase di valutazione.
| Errore | Costo stimato | Come evitarlo |
|---|---|---|
| 1. Scegliere il piu economico | 3-5x il costo originale (switching cost) | Calcola il TCO su 3 anni, non solo il prezzo iniziale |
| 2. Scegliere il piu famoso | 3.000-8.000 € in personalizzazioni forzate | Parti dai tuoi processi, non dal brand del software |
| 3. Escludere il team dalla scelta | 80-90% dell'investimento sprecato per mancata adozione | Coinvolgi un referente per ogni reparto fin dal giorno zero |
| 4. Ignorare le integrazioni | 10.000+ €/anno in lavoro doppio | Mappa tutti i sistemi esistenti e verifica le integrazioni prima |
| 5. Sottovalutare la formazione | 75% del software inutilizzato | Prevedi un budget formazione pari al 15-20% dell'investimento |
| 6. Non pianificare la migrazione dati | 8.000-15.000 € in dati persi e recupero | Audit, pulizia, test su campione e backup prima di migrare |
| 7. Ignorare il supporto post-vendita | Costo supporto > costo software (fino a 2x) | Verifica SLA, canali, costi extra e chiedi referenze reali |
Perche nessuno ti racconta queste cose
Pensaci un momento. Chi ti vende il gestionale guadagna quando firmi il contratto. Il consulente commerciale ha un obiettivo mensile. La software house vuole chiudere la vendita. Nessuno di loro ha interesse a dirti: "Aspetta, forse dovresti riflettere di piu prima di decidere." Nessuno ti dira: "Questo software e ottimo, ma non per la tua azienda." Nessuno ti suggerira: "Prima di comprare, fai parlare il tuo team."
Non per cattiveria. Per incentivi disallineati. Il venditore guadagna sulla vendita. Tu guadagni (o perdi) sull'uso quotidiano per i prossimi 3-5 anni. Sono due prospettive completamente diverse.
Ecco perche avere al tuo fianco un consulente indipendente — qualcuno che non vende software ma ti aiuta a sceglierlo — cambia radicalmente le probabilita di successo. Non perche tu non sia capace di decidere, ma perche qualcuno che ha gia visto decine di implementazioni (quelle riuscite e quelle fallite) sa riconoscere le trappole prima che ci caschi dentro.
Il primo passo per non sbagliare
Se stai valutando un nuovo gestionale per la tua azienda, fermati un momento prima di aprire Google e cercare "miglior gestionale per PMI". I 7 errori che hai appena letto hanno un denominatore comune: la fretta. La fretta di scegliere, la fretta di risparmiare, la fretta di "fare tutto subito".
Il gestionale giusto al primo colpo non e un lusso. E una questione di metodo. E quel metodo inizia con una cosa semplice: una conversazione onesta sulla tua situazione reale. Non una demo commerciale, non un confronto di prezzi su un foglio Excel. Una conversazione in cui qualcuno ti fa le domande giuste, ascolta le risposte e ti aiuta a capire cosa ti serve davvero.
E esattamente quello che faccio con i miei clienti. Ci sediamo, analizziamo i processi, identifichiamo le priorita e solo dopo valutiamo le opzioni — che si tratti di un software commerciale, di una soluzione su misura o di un'ottimizzazione di quello che hai gia. Nessuna vendita aggressiva, nessun interesse nascosto. Solo il consiglio di chi vuole che il tuo investimento funzioni — perche i clienti soddisfatti sono il miglior biglietto da visita che esista.
Scrivimi per una consulenza gratuita. Raccontami la tua situazione e ti diro onestamente cosa ne penso. Ti rispondo personalmente entro 24 ore.
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